Studi Scientifici “Le intolleranze alimentari”

LE  INTOLLERANZE ALIMENTARI

Le  intolleranze alimentari si differenziano dalle allergie, in quanto non sono manifestazioni cutanee (reazioni allergiche, eritemi, pruriti, rasch), non presentano reazioni anticorpali, pertanto, la ricerca nel sangue appare improponibile ed irrazionale.
Le intolleranze si manifestano con un quadro clinico ben preciso , e cioe’ :

  • gonfiore addominale,
  • disturbi dell’umore,
  • facile irritabilita’,
  • a volte cefalea,
  • difficoltà a digerire,
  • astenia e sonnolenza, soprattutto nel post –prandiale,
  • prevalenza di stipsi, solo nel 10% si ha diarrea profusa.

Proprio perche’ nel sangue non si trova nulla, appare del tutto inutile fare i test per le intolleranze, anche se questo concetto, spesso rimane di difficile comprensione per il paziente. E allora, per capire tutto cio’ dobbiamo spiegare che cos’e’ l’intolleranza e perche’ presenta il quadro sintomatologico precedentemente descritto.
L’intolleranza e’ una infiammazione dell’endotelio intestinale che determina nel tempo una sensibilizzazione agli alimenti che mangiamo piu’ spesso. In pratica, l’intestino e’ come un muro che non svolge piu’ la funzione protettiva diventato un colabrodo. Responsabile di tutto cio’ e’il nostro sistema immunitario che, abbassando le difese  per diversi motivi,  permette una vera e propria proliferazione di agenti patogeni, meglio ancora, parassiti, poiche’ vivono  a spese del nostro organismo. Possiamo dire che l’80% delle nostre intolleranze sono riconducibili alla proliferazione di un fungo (candida albicans), che grazie a situazioni favorevoli, prolifera a dismisura creando nel tempo, l’indebolimento della mucosa intestinale e quindi l’inizio di numerosi problemi. Le cause sono numerose, a cominciare dallo stress, l’ansia, le preoccupazioni giornaliere, farmaci che alterano il ph intestinale, come la terapia estro progestinica, antibiotici, cortisonici. Infatti l’acidosi metabolica favorisce questa proliferazione, ed il sintomo principale che cio’ sta avvenendo e’ l’astenia, la mancanza di volonta’, la tendenza ad addormentarsi  dopo aver mangiato. La candida si nutre di zuccheri semplici, pertanto, la prima cosa da fare  e’ togliere questi alimenti, insieme a quelli che acidificano, e cioe’, latte, yogurt, carne rossa, formaggi, frutta, o meglio, se necessario ingerire questi cibi a pranzo, mentre il pomeriggio e sera assumere alimenti  basici. Pertanto sara’ importante alcanizzare il nostro organismo con sostanze basiche, compresa l’acqua, li dove e’ possibile.
Nella pratica clinica, pazienti che per mesi od anni hanno questo problema e non si curano, rischiano l’intolleranza al nichel, in quanto oltre agli alimenti contaminati, il nichel si ingerisce con le pentole in acciaio ed alluminio a 100 gradi, lo scatolame, i grill in ghisa od acciaio. Pertanto, i pazienti con intolleranza al nichel, oltre agli alimenti contaminati, devono eliminare le pentole ed indirizzarsi verso la ceramica, pirex, o  tegami in terracotta.
Le intolleranze si possono curare, ma oltre ad eliminare i cibi indiziati per almeno 3-4 mesi, bisogna uccidere il fungo e ripristinare la funzione endoteliale. Per fare cio’ bisogna anche eliminare le cause che hanno determinato tutto cio’, ad esempio la pillola estro progestinica, l’uso continuativo di alcuni antibiotici, ridurre l’ansia e lo stress per far risalire le difese immunitarie.
Per iniziare, bisogna fare una pulizia dell’intestino con sostanze naturali, va ripristinata la flora intestinale con simbiotici ed eliminare il fungo con fitoterapici specifici. Se occorre, aumentare le difese immunitarie con integratori ad hoc.
Personalmente, da quando mi interesso di intolleranze alimentari , ho almeno 70 pazienti , che seguendomi con serieta’ ed abnegazione, oggi rimangiano di tutto.
Lo stile di vita, una  sana alimentazione  e tanto movimento , fanno il resto…..

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Vivere in salute con il corpo e con la mente, può regalarci un’altra visione della vita aiutandoci ad affrontare con più serenità gli imprevisti quotidiani e insegnandoci, perché no, a vincere lo stress.

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